UGRIN PATRIZIA, MAX FABIANI. CARTOLINE E GRAFICA.

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UGRIN PATRIZIA, MAX FABIANI. CARTOLINE E GRAFICA.

Il presente testo, è un elaborato di Patrizia Ugrin che viene dalla sua tesi di laurea discussa alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste, con relatore il professore Franco Firmiani, docente di Storia dell’Arte veneta, ancorché condotta dalle indicazione del principale correlatore di tesi, il professore Marco Pozzetto, interessato ad indagare a 360° la figura di Max Fabiani: non solo progetti architettonici, ma anche scritti, racconti e poesie, disegni e dipinti realizzati a tempo perso, portatori pero di indicazioni di certi risvolti della personalità dell’architetto di San Daniele. A volte intimi, come nelle cartoline a Neera Gatti, altre volte ironici come nella cartolina quac quac, altre volte amari come la Cartolina n. 19, il tradimento del 1931. Per Ugrin, l’attività di ricerca sullo svelamento di Fabiani alla collaborazione di Marco Pozzetto è divenuta poi una vicenda appassionante ed è proseguita a lungo nel tempo, come racconta lei stessa in questa intervista del 26 aprile 2020: “(…) Altro edificio notevole, uscito dalla fantasia dei Berlam, è il Palazzo Vianello, la casa privata più pittoresca di Trieste, la quale ha dato un deciso tono di monumentalità alla Via Carducci. (…) Ebbene, ricordate il leone alato che nel Palazzo Vianello sovrastava la facciata d’angolo sulla Piazza Oberdan? Non pareva uno scherno e un’allegra minaccia al glabro edificio balcanico lì presso? E come una sfida fu anche interpretato e odiato, e durante la guerra si avvento contro quel fiero segnacolo veneto una vile orda di cacciatori di leoni e lo distrusse; ma breve fu la gioia, ché la profanazione fu vendicata dal più bel rogo che mai sia stato visto a Trieste. (…) Il più bel rogo mai visto a Trieste, nelle parole di Piero Sticotti del 1920, era quello del Narodni Dom – Balkan di Max Fabiani. In modo assurdo, criticamente e storicamente rancoroso l’architetto Ruggero Berlam venne ricordato al Circolo Artistico di Trieste nel dicembre 1920 – con il Narodni Dom ancora fumante, si può dire, incendiato dai fascisti il 13 luglio 1920 – da Sticotti, ebbro di vendetta e retorica di regime”.

Nuove Edizioni della Laguna

ISBN978-88-99489-45-8