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Quartetto "Le Fil Rouge" - Il diario di Brassens | Print |
Concerto-spettacolo bipartito dal titolo “Il diario di Brassens” e “Douce France - Chansons de chansonniers“  quello offerto Venerdì 12 novembre, nell’ambito della Stagione Concertistica “Elena Lipizer” 2021-2022,  dal Quartetto “Le Fil Rouge” e voce recitante al Teatro L. Bratuž di Gorizia. Questi i componenti il quartetto: Paolo Trapani - voce,  Emiliano Schiavone - pianoforte e fisarmonica, Aldo Comar - chitarra, Raoul Nadalutti - contrabbasso, e Michela Ferro lettrice di pagine del diario di Brassens. Il diario fu ritrovato a Parigi nella soffitta di un palazzo di Avenue Villemain, a pochi passi dal nr. 9 dell'Impasse Florimont, dove il cantante-poeta visse per lunghi anni, in cui egli descrive dal 1939 momenti della sua vita: l’anteguerra, la Seconda guerra mondiale, l’occupazione nazista di Parigi nel maggio 1940, le amicizie, gli ultimi anni. Brassens, tra i mentori dei cantautori italiani, nato nel 1921 - la madre era originaria di Potenza - scomparve nel 1981. 
La prima parte della serata è stata dedicata alla lettura di parti del diario accompagnata dall’esecuzione di sue canzoni e di altri celebri chansonniers di lingua francese, tra cui C. Trenet, J. Brel e S. Gainsbourg. E’ risultata interessante, da un punto di vista specificamente linguistico, la proposta musicale de ”Le fil rouge” in un periodo, il nostro, in cui spesso imperversano in modo non sempre necessario anglofilia e anglofonia. Discorsiva e appropriata la lettura di Michela Ferro che, ”di rosso vestita”, ha fatto anche da prologo allo spettacolo con una breve esecuzione al flauto. Nella seconda parte, “Douce France. Chansons de chansonniers“, piano, chitarra-fisarmonica, basso e il narratore-cantante Paolo Tripani, hanno presentato al pubblico canzoni ancora di Brassens, a cui cui sono state affiancate altre di Trenet, E. Piaf, C. Aznavour e L. Ferre. Unico brano, cantato nella traduzione italiana del 1967 di F. De Andrè, ”La marche nuptiale” in cui Brassens ricordava le povere nozze dei propri genitori. Prima dei ringraziamenti al pubblico e della chiusura del sipario, un brano già in programma ha fatto da bis richiesto dal pubblico. E’ bastato, come suggerito dai musicisti nel programma di sala, ascoltare le canzoni e immaginare - aggiungo, fuor di retorica turistica - “une promenade à Paris“. 
Gianni Drascek

Foto di D. Fain
 
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