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La letteratura musicale napoletana a Gorizia | Print |
L’Hathor Plectrum Quartet, composto da  Antonio Schiavone – mandolino I, Roberto Bascià – mandolino II, Fulvio S. D'abramo - mandòla e Vito Mannarini – chitarra, tutti diplomati al Conservatorio "Niccolò Piccinni" di Bari, è stato il protagonista del concerto di venerdì 5 novembre al Teatro L. Bratuž di Gorizia, nell’ambito della 42ª Stagione Concertistica “Elena Lipizer” 2021-2022. Bentornato mandolino era il titolo della serata musicale. L’ensemble, nato con l'intento di studiare ed eseguire il ricco repertorio originale di strumenti a plettro, ha proposto le più belle pagine della letteratura musicale napoletana giungendo fino alle colonne sonore da film e alla musica moderna. I musicisti, tecnicamente periti e coinvolti nelle esecuzioni, si sono esibiti con strumenti artigianali delle scuole italiane di liuteria di fine ottocento e inizi novecento. Il complesso HPQ - spiega A. Schiavone - è un gruppo che “… condivide esperienze in Italia e all’estero… ha la voglia di scoprire nuove esperienze… di commisurarsi con nuove sfide specialmente musicali”.
 L’entertainer Roberto Bascià all’esecuzione dei brani, visibilmente graditi dal pubblico presente in sala, ha intercalato alla musica il racconto di episodi biografico-storici ad essa legati: l’invito del 1902 al primo ministro Giuseppe Zanardelli con Torna a Surriento, l’esortazione a Reginella di uscire dalla vita “peccaminosa” del Cafè-chantant, l’incentivo con Funiculì funiculà all’uso della funicolare del Vesuvio costruita nel 1879; e poi Tarantella n. 18, Tarantella Tasso e Tarantella Piedigrotta, l’innamorata lontana de ‘O surdato ‘nnammurato scritto nel 1915 durante la Grande guerra;  la fenestella di Marechiare, piccolo borgo di Posillipo a Napoli. Un salto nel contemporaneo con brani da colonne sonore da film: Il Buono, il Brutto, il Cattivo e Per quanche dollaro in più di E. Morricone, e ancora Hallelujah di L. Cohen - a cui il pubblico presente è stato coinvolto canoramente, come di solito avviene nei concerti dell HPQ in giro per il mondo, dal Giappone al Brasile - e la tripartita Suite irlandese di B. Szordikowski dal singolare connubuio sonoro celtico-mediterraneo. Le indubbie e manifeste bravura e sincronia del complesso - non per nulla, tra l’altro, esso ha accompagnato la nota cantante Antonella Ruggiero, aperto un concerto di Patty Pravo e suonato in tv - ha fatto percepire come facile la difficoltà esecutiva, creato atmosfere positivamente rétro, suscitato ricordi o evocato eventi storici oppure personali dei presenti. Lunga vita e bentornato allora mandolino, strumento nato da matrici arabe nel secolo XVII e che si iniziò a costruire in serie a Napoli in quello successivo, tanto da acquisirne l’aggettivazione. Due i bis in ottimistica dirittura: La vita è bella e ‘O sole mio, a conclusione di un concerto originale e inconsueto, allo stesso tempo memoriale e contemporaneo, in forza dell’età degli esecutori e la loro  prospettiva musicale ed esecutiva.  

Gianni Drascek


Foto: Tarcisio Scappin
 
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