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Quintetto Virtuoso in concerto | Print |
 Il Quintetto Virtuoso è stato il protagonista del concerto di venerdì 16   luglio 2021 al Teatro L. Bratuž di Gorizia. L’ensemble si è formato nel   2018 nella classe di musica da camera di Romolo Gessi presso il   Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, ha ottenuto nel 2019 il primo   premio assoluto al concorso Diapason d’Oro di Pordenone. I suoi   componenti provengono da Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Turchia,   Ungheria e Italia, si sono esibiti singolarmente nei loro paesi d’origine, in diversi paesi europei e si sono affermati in numerosi concorsi. Attualmente sono tutti studenti dei corsi superiori del “Tartini”. Questi i concertisti del quintetto: Kristina Ivanović - violino I ha conseguito diploma all’Academy of Arts di Banja Luka; Milena Petković - violino II ha frequentato l’Accademia di musica di Cetinje; Ecem Eren - viola ha studiato presso la facoltà di Music and Performing Arts dell’Università di Bilkent e al Conservatorio di Ankara; Kezia Andrejcsik - violoncello ha conseguito il triennio di violoncello; Andrea Virtuoso - pianoforte ha studiato alla Scuola di musica A. Miari di Belluno. Una formazione che assomma culture ed esperienze musicali diverse tra loro, ma accumunata dallo studio musicale e dall’esecuzione cameristica. Il programma del concerto ha previsto nella prima parte il Quintetto per pianoforte e archi op. 44 di R. Schumann e nella seconda il Quintetto per pianoforte e archi op. 1 di E. v. Dohnanyi. Schumann compose il quintetto nel 1842, anno in cui “incontrò” la musica da camera, e lo dedicò a Clara Wieck Schumann, sposata due anni prima nonostante la decisa contrarietà del padre di lei.
 Protagonista della composizione è il pianoforte, che dialoga e fa da raccordo alle altre parti strumentali. Il secondo movimento, In modo di marcia, si ispira alla Marcia funebre dell’Eroica beethoveniana e l’Allegro ma non troppo finale riprende l’Allegro brillante iniziale a dimostrazione dell’unità concettuale della partitura. L’ensemble ha evidenziato sintonia e sincronia musicale, manifestazione di un proficuo lavoro e studio della composizione e approfondimento dello stile dell’autore. Nella seconda parte della serata la formazione ha eseguito il Quintetto per pianoforte e archi op. 1 che E.v. Dohnanyi compose nel 1895 ed ebbe un successo strepitoso sin dalla prima esecuzione, tanto che Brahms ne organizzò subito un’altra a Vienna. A questo seguì, ma ben vent’anni dopo nel 1914, la composizione del Secondo Quintetto in mi bem. min. op. 26. Tardo-romantica e influenzata da Brahms l’attrattiva musica di Dohnányi. Anche in questa seconda esecuzione pianoforte e archi hanno dialogato con precisione e scioltezza, supportati dall’accattivante cantabilità del pezzo. E’ stato dimostrato ampiamente quanto il titolo del concerto prometteva: musicalità “virtuosa” senza eccedere tuttavia in un virtuosismo fine a se stesso, cantabilità delle esecuzioni e rigore formale, trasporto nelle parti emotivamente più intense. Al bis richiesto, il Quintetto Virtuoso ha rieseguito l’Allegro dal Quintetto di Dohnahyi nuovamente molto gradito dal pubblico. Va ricordato che il concerto è stato realizzato grazie al contributo del Ministero della Cultura, del Comune di Gorizia e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia. 
Gianni Drascek
Foto Tarcisio Scappin
 
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