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Mozart & Beethoven in concerto | Print |
Preceduto dall’articolato intervento storico-musicale del musicologo Roberto Calabretto, - di cui l’Associazione “Lipizer” ha pubblicato nel 2016 presso Le Nuove Edizioni della Laguna “I primi anni della Société Musicale Indépendante” e con la stessa editrice sta per editare “Ildebrando Pizzetti e il cinema” - ha avuto luogo venerdi 7 maggio 2021 al Teatro “L. Bratuž” di Gorizia un concerto dedicato a musiche di Mozart e Beethoven. Si è esibito il Quintetto di pianoforte e fiati composto da Anna Baratella – pianoforte, Alessandro Baccini – oboe, Piero Ricobello – clarinetto, Claude Padoan – corno, Alarico Lenti – fagotto, che  ha eseguito nella prima parte della serata il Quintetto per pianoforte e fiati in Mi bemolle magg. K 452 di W.A. Mozart e nella seconda il Quintetto per pianoforte e fiati in Mi bemolle magg. op. 16 di Ludwig van Beethoven.  I musicisti sono tutti vincitori di premi, concertisti in carriera, collaboratori di musicisti di fama, cultori della musica da camera, docenti in Conservatori statali e Accademie musicali: circostanze di comprovata esperienza musicale offerta con gradevole sicurezza a un pubblico competente e particolarmente attento durante l’intero concerto. Il Quintetto per pianoforte e fiati in Mi bemolle magg. K 452, nei tempi Largo-Allego moderato, Larghetto, Rondò-Allegro, fu scritto ed eseguito con Mozart stesso al pianoforte al Burgtheater, il teatro di corte di Vienna, nel 1784. Particolarmente noto e piacevole all’ascolto del Larghetto, che Hermann Abert nel suo “W.A. Mozart” del 1922 definì ”romantica revêrie basata su effetti di magica bellezza sonora”. Il quintetto ebbe un successo tale che Mozart, scrivendone al padre Leopold, lo definì “La cosa migliore che abbia mai scritto finora in vita mia”… tuttavia in seguito avrebbe composto ben altro, tra cui “Il flauto magico” e l’incompiuta “Messa da Requiem” entrambi del 1791! Proprio questo quintetto mozartiano fu ispiratore di quello beethoveniano, composto in onore di Mozart, eseguito nella seconda parte della serata. Il Quintetto in mi bemolle Magg. op. 16, pur con delle reminiscenze mozartiane, presenta da subito riconoscibili stilemi sonori beethoveniani. Scritto nel 1796, in prima esecuzione l’anno successivo in una serata a casa Schuppanzigh – dunque negli àmbiti e temperie caratteristici della Hausmusik - e in seguito al Burgtheater di Vienna, il Quintetto per pianoforte e fiati, dedicato al Principe J.J.  zu Schwarzenberg, si articola nei tre tempi Grave. Allegro ma non troppo, Andante cantabile, Rondò. Allegro ma non troppo. Carl von Weber osservava riguardo al “Ratto del serraglio” mozartiano che esso “ha il colore e la frenesia dei vent’anni” e tale giudizio può sicuramente essere esteso al Quintetto di Beethoven. Anche in questa seconda esecuzione, il quintetto sul palco del Bratuž ha dato prova di una musicalmente coesa sintonia, sottesa all’esecuzione al pianoforte di Anna Baratella, introduttiva e supporto delle variazioni dei fiati come nel Quintetto mozartiano. I reiterati applausi finali del pubblico presente hanno ottenuto un bis, che ha visto eseguito nuovamente il Larghetto del Quintetto mozartiano a conclusione di un concerto di evidente qualità.   Gianni Drascek 
 
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