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Kenton Sound in concerto | Print |
Dichiarata la propria, e della band, “felicità” per la possibilità di poter salire sul palco e suonare insieme che veniva offerta dalla “Lipizer” dopo mesi di inattività forzata, il direttore della Big Band “Gone with the swing” Roul Nadalutti ha presentato venerdì 25 giugno 2021 al Teatro “L. Bratuž” di V.le XX Settembre  “Kenton Sound”,  un concerto dedicato  a Stan Kenton in occasione dei 110 anni dalla nascita (1911-1979). La Big Band si è esibita in importanti teatri, manifestazioni musicali e piazze italiane nonché in Austria, in Slovenia, in Croazia e in trasmissioni televisive. Ha partecipato a manifestazioni jazzistiche, tra cui Jazz&Wine of Peace, Peschiera Jazz Festival, MareziJazz in Slovenia e ha collaborato con ospiti famosi. La formazione orchestrale è diretta dal 1993, anno di fondazione, da Nadalutti che ha  iniziato a suonare la fisarmonica e attraverso questa si è avvicinato alla musica jazz; in seguito ha studiato e suona di preferenza il sax tenore. Da alcuni anni ha approfondito il repertorio e il sound di Stan Kenton, dedicandosi alla trascrizione delle sue registrazioni originali. Di queste è stato eseguito un nutrito numero, presentando via via in una percorso biografico musicale e musicato, i suoi arrangiamenti più significativi e caratterizzanti. L’orchestra jazz di Kenton si distingueva per l’inconfondibile e riconoscibile sonorità e per l’eccellenza dei suoi componenti, tutti solisti: brano d’apertura e sigla dell’orchestra era “Artistry jumps”, brano in programma nel concerto al Bratuž. Fondamentali i quattro dischi a 78 giri incisi nel 1948 intitolati “A concert in Progressive jazz”, titolo di per sé programmatico. Il direttore statunitense, compositore e pianista, è stato anche un pioniere nel campo dell'educazione jazz, creando con Ken Morris nel 1959 lo Stan Kenton Jazz Camp presso l'Università dell'Indiana.
 La Big Band “Gone with the swing”, oltre a composizioni di Kenton, “Opus in Pastel” e “Artistry jumps”, ha eseguito noti brani in trascrizione da J. Dorsey a “In the mood” di G. Miller, da “Swing house” di G. Mulligan all’arrangiamento di “Also sprach Zarathustra” di R. Strauss dalla colonna sonora di Odissea nello spazio, il celebre film di S. Kubrik, e de “Il padrino” di N. Rota dal film di F.F. Coppola,  passando per “My funny Valentine” dal musical Babes in Arms di R. Rodgers e L. Hart. Quattordici brani eseguiti con verve e in un “amalgama” sonoro - definizione del direttore - che ha riprodotto ma non pedissequamente l’atmosfera sonora kentoniana. Non sono mancati altri aspetti dello stile Kenton: l’introduzione nel suo repertorio di sonorità cubane qui rappresentate dall’esecuzione di “The peanut vendor” di M. Simons e il complesso e apparentemente cacofonico “Malaga” di B. Holman, che induce a riecheggiamenti di musica colta contemporanea. La formazione sul palco, presentata in progressione all’inizio della serata, con un coup de theatre, prima la sezione ritmica composta da due chitarre, basso, batteria e pianoforte, poi i cinque sax tra cui una nostrana Melissa Aldana anche flautista, quindi i quattro tromboni e infine, punto di forza stilistico kentoniano, le quattro trombe, ha evidenziato nelle esecuzioni il riacquistato piacere e divertimento di suonare insieme, trasmesso emotivamente al numeroso pubblico in sala. Un omaggio finale come bis a Count Basie, la cui orchestra rappresentava un’antitesi sonora a quella di Kenton, con “Jumping at the woodside”, a dimostrazione che la Big Band “Gone with the swing” sa affrontare con pari piglio ed efficacia differenti impasti sonori orchestrali.
Gianni Drascek
Foto Tarcisio Scappin
 
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