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Concerto per Elena Lipizer - "Racconti & Favole" | Print |
“Racconti & Favole”, questo il titolo del musicalmente denso concerto del pianista Roberto Turrin per Elena Lipizer, svoltosi venerdì 11 giugno 2021 al Teatro L. Bratuž di Gorizia. L’ha preceduto la Prolusione del  Procuratore della Repubblica di Trieste Antonio De Nicolo, ex alunno di pianoforte di Elena Lipizer, che si è detto felice di poter ancora una volta ricordare con affetto la sua “maestra” di pianoforte. Presenti in sala diversi ex alunni ed ex colleghi insegnanti della prof. Lipizer. Perché - ha sottolineato De Nicolo - Elena Lipizer è stata anche una maestra delle elementari e il tema del concerto, le favole, bene si adatta a questo aspetto della sua attività educativa. “Educare al bello” è stata la prerogativa del suo agire didattico sia in campo scolastico sia musicale, accompagnati entrambi dalla sua capacità di introspezione psicologica dell’alunno, dimensione sperimentata personalmente dall’oratore. E’ seguito un intervento esplicativo dei brani presentati in concerto dal pianista Roberto Turrin, direttore del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste. Premiato in concorsi pianistici internazionali, Turrin ha svolto attività concertistica in Italia, Europa, Stati Uniti e Canada. Ha presentato spesso partiture in prima esecuzione assoluta, incluse quelle del compositore Paolo Pessina (1969) in duo con il violinista E. Baldini. Tiene master sulla letteratura italiana per pianoforte del ‘900, su cui ha da sempre focalizzato il suo interesse, presso importanti enti musicali stranieri e ha collaborato con diverse istituzioni musicali di Chicago, Dublino, San Diego. 
Nella prima parte del programma, tutto incentrato proprio sulla musica del “secolo breve”, sono stati eseguite le Tre fiabe op. 42 (1924) di N. Metner, autore russo internato in Germania, dove aveva studiato, allo scoppio della Grande Guerra e recentemente riscoperto, brano nelle cui tre parti si passa dalla malinconia allo scherzo attraverso alcune assonanze con Fauré o Debussy, specie nel Phrygian Mode, per giungere al finale Moderato, narrante. A seguire A fairy tale (1917) di  F. Bridge, compositore inglese e insegnante privato di B. Britten, che nel 1937 gli dedicò le “Variazioni su un tema di F. Bridge”. Anche qui, di fronte al colorismo del pezzo, in evidenza la capacità tecnica non disgiunta da sensibilità interpretativa dell’esecutore. Il quale poi ha eseguito Vitalba e Biancospino (1921) di M. Castelnuovo-Tedesco, autore emigrato a causa delle Leggi razziali fasciste del 1938 negli U.S.A., brano che ha fatto da cesura della prima parte della serata, ripresa nella seconda con due parti della Sonatina zoologica op. 187 (1960) dello stesso autore. In entrambi i casi le composizioni manifestano “serenità” e “modernità mondana, elegante...” (M. Mila) assai piacevole all’ascolto. Altro carattere esprimono invece i Dieci pezzi per pianoforte dal balletto Cenerentola op. 97 (1943) di S. Prokofiev: le Fate della  Primavera, dell’Estate, dell’Autunno, dell’Inverno e poi Grilli e Libellule, Danza Orientale, Passpied, Capriccio, Bourrée e Adagio. Pur all’interno della musica tonale si percepiscono moderna sonorità, ricca inventività e ritmo vigoroso che hanno catturato gli ascoltatori grazie al fluido pianismo dell’esecutore, che ha concluso il concerto - che sarebbe senz’altro piaciuto a Elena Lipizer - con un bis: The chicken da Fables del ceco B. Martinu, anch’egli esule in America. “Racconti e favole” d’autori nella maggior parte con vite da esiliati, in una serata di impegnativo eppur gradevole ascolto. 

 
Gianni Drascek
Foto Tarcisio Scappin
 
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