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Claricoro in concerto | Print |
“ClariCoro”, ensemble costituitosi nel 2011 e diretto dal clarinettista e didatta M° Lino Urdan, è formato da 12 clarinettisti provenienti da Friuli Venezia Giulia e Veneto. Esso riunisce i componenti della numerosa famiglia dei clarinetti, che comprende anche il clarinetto piccolo, il clarinetto contralto, il clarinetto basso e il clarinetto contrabbasso, strumenti poco frequenti nelle sale da concerto. Il complesso è stato il protagonista venerdì 4 giugno 2021 al Teatro L. Bratuž di Gorizia di un concerto musicalmente inedito e accattivante di fronte a un pubblico numericamente cospicuo, cosa di cui in apertura si è rallegrato il direttore, considerate la singolarità e le particolarità timbriche ed espressive della formazione. Essa - ha esordito il direttore in un excursus storico-musicale - ha la sua origine nella lunga tradizione musicale di fine Settecento, per esempio con  Salieri, Pleyel e Mozart, che compose il concerto per clarinetto e orchestra in la maggiore KV 622 nel 1791, dedicandolo al famoso clarinettista Anton Stadler. Tuttavia il “coro” di clarinetti trova la sua definizione strutturale grazie al belga Gustav Poncelet (1844-1903), che costituì il primo “coro” di clarinetti al Conservatorio di Bruxelles, dove era insegnante. Questo tipo di formazione si diffuse in seguito soprattutto in Inghilterra, nei paesi anglosassoni e in America ad opera di clarinettisti europei emigrati, anche italiani.
 “La versatilità dello strumento nonché l’estensione raggiungibile attraverso l’impiego di diversi tipi di clarinetto fa sì che il repertorio del ClariCoro possa muoversi liberamente in periodi storici e generi molto distanti tra loro” (si legge nell’autopresentazione di un precedente concerto della formazione). Infatti durante la serata, spaziando dal ‘700 al ‘900, sono stati eseguiti l’Ouverture de “Le Nozze di Figaro di W.A. Mozart nell’arrangiamento di L. Cailliet, la Petite Suite di C. Debussy, composta originariamente per pianoforte a quattro mani, con al suo interno il piacevole “Menuet” che riprende “Fête galante” scritta dall’autore anni addietro. In seguito particolarmente apprezzate le Danze Popolari Rumene di B. Bartók, scritte per pianoforte, Calleja de Las Flores (l’andaluso e celebre  “Vicolo dei fiori” di Cordova) di G. Lewin e l’iberico Capriccio di P. Gordon per le loro sonorità folcloriche, che a pieno sono state espresse dall’insieme e dai singoli solisti. Da sottolineare la sintonia, l’affiatamento - mai termine così appropriato - e il diffuso virtuosismo dei componenti il “coro”, diretti con gestualità garbata ma ferma e sapiente. Dopo la pausa e l’invito del Presidente della “Lipizer” prof. Qualli a partecipare l’11 giugno al prossimo e ormai tradizionale concerto dedicato a Elena Lipizer, sono state eseguite altre composizioni scritte espressamente per claricoro: il vorticoso Introduction and Rondò di G. Jacob, dalla tripartita The sands of time di R. Wiffin, scritto per il film Prince of Persia, la “puntillistica” e sincopata Dancing lady, e infine la circense Clownery for clarinet di H. Stalpers, comprendente un malinconico e toccante blues, e Molly on the shore di P. Grainger, esecuzioni che ulteriormente hanno messo in luce l’amalgama sonoro e interpretativo dell’enseble. A concludere un bis tratto dal repertorio in concerto e applausi compiaciuti.    

 
Gianni Drascek
Foto Tarcisio Scappin
 
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