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Folto pubblico per la SFK Orchester di Klagenfurt | Stampa |
SFK Orchester Venerdì 10 Febbraio 2017 - ore 20.45 al Teatro “L. Bratuž” di Viale XX Settembre l’Associazione Culturale  “Maestro Rodolfo Lipizer” ONLUS   - per consolidare il gemellaggio tra Klagenfurt e Gorizia, stipulato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 55 del 9 aprile 1965 - nell’ambito dei “Concerti della Sera” ha presentato l’EURO SYMPHONY SFK di Klagenfurt e il pianista DMITRI DEMIASHKIN. Fondata nel 2002 nell’ambito del Musikverein Kärnten come progetto di partenariato che riunisce musicisti delle Regioni dell’Alpe Adria (Slovenia, Friuli Venezia Giulia e Carinzia) l’Euro Symphony SFK è un complesso orchestrale formato da giovani musicisti d’eccellenza - lo si è potuto verificare sin dal primo attacco - diretto con amabile piglio dal M° ERNEST HOETZL.
La prima parte del concerto si è aperta con l’Ouverture - in Re magg. - dall’opera buffa “Le nozze di Figaro” (1786) di W.A. Mozart, una delle tre opere italiane scritte dal compositore su libretto di Lorenzo Da Ponte, tratto a sua volta dalla commedia “Le mariage de Figaro” di P.A. de Beaumarchais.  Come sua abitudine il M° Hoetzl ama commentare i concerti con degli incipit tra il serio e il faceto, e così venerdì sera, dopo l’Ouverture, ha preso la parola e, da una constatazione meteorologica riguardante il freddo dell’innevata Carinzia e l’accenno di primavera constatato a Gorizia, ha evidenziato come la tonalità in Re maggiore sia proprio quella che esprime meglio il senso di sereno e gioioso cambiamento, tonalità sia del primo sia del secondo brano in programma. Ernest Hoetzl Il pubblico folto, in contrasto con il conclamato share da iperbole del concomitante televisivo Festival di Sanremo, ha gradito la verve sonora espressa dai giovani concertisti, riproposta con precisione tecnica nella Sinfonia n. 3 in Re magg. D. 200 di F. Schubert, scritta nel 1815 ma eseguita per la prima volta a Londra solamente nel 1881, che si carattrizza per l’allegra serenità espressa dal ritmo lungo l’intera composizione. Dopo la pausa, la seconda parte della serata si è aperta con un’altra riflessione del direttore d’orchestra. Schumann e Brahms, gli autori delle musiche di lì a poco in programma, furono accumunati entrambi dalla passione per Clara Wieck: gli austriaci del tempo consideravano le Danze ungheresi del secondo come “esotiche”, ma basta sostituire una consonante in quest’ultimo aggettivo per far riferimento all’ardore dei due compositori nei riguardi della stessa donna. DMITRI DEMIASHKIN ha eseguito, quindi, il Concerto per pianoforte e orchestra op. 54 in La min. (1845) di R. Schumann dall’attacco perentorio dell’Allegro affettuoso, seguìto dall’Intermezzo e dall’Allegro vivace. Il giovane Demiashkin, “Artista Onorario” della Repubblica russa di Mordovia di cui è originario,  ha spaziato sulla tastiera con tocco ora impetuoso ora riflessivo ma sempre controllato, senza caricare il virtuosismo insito nel concerto, ricco di non pochi coup de scene.  Per finire nuovamente la sola orchestra con le Danze ungheresi n. 6  in Re maggiore - Vivace e n. 5 in Sol minore - Allegro (la più nota ed eseguita), ispirata quest’ultima al brano “Ricordo di Bartflai” di Bela Keler, composte da J. Brahms per pianoforte a quattro mani (1867) e in seguito arrangiate per orchestra da vari autori, presentano sincopi e contrattempi, e ciò le rende particolarmente piacevoli all’ascolto: il pubblico le ha gradite richiedendo un bis concesso della seconda. L’Euro Symphony SFK, invitata a diversi tour di concerti in Cina, in Italia, Slovenia e Austria, ospite regolare nella Golden Saal del Musikverein di Vienna,  il M° Ernest Hoetzl, che ha diretto più di ottanta orchestre in tutto il mondo e il pianista Dmitri Demiashkin, vincitore di premi prestigiosi ed esecutore di concerti  in Europa e in Nord America,  hanno offerto al pubblico – da notare la presenza di molti giovani – un’apprezzata serata di valore musicale davvero notevole.
Gianni Drascek

 
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