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Virtuosismo e sensibilità dell'arpista Laura Pandolfo. | Stampa |
Laura Pandolfo Venerdì 1 Aprile 2016, alle ore 20.45, al Teatro “L. Bratuž” - per i “Concerti della Sera”, organizzati dall’Associazione Culturale “Lipizer” ONLUS  - si è potuto assistere al “concerto-lezione” della giovane e affermata arpista Laura Pandolfo dal titolo “Il Giro del Mondo in 47 corde”. Si è trattato di un originale viaggio, reso possibile dalla musica di diversi autori eseguita con grande capacità tecnica e sensibilità espressiva dalla protagonista del recital. Laura Pandolfo Interessanti gli interventi didattico-esplicativi di introduzione ad ogni esecuzione: “Passacaglia” di G.F. Händel, “Fantasia” di L. Spohr scritta per la propria moglie, “Danza orientale” amalgama tra sonorità orientale e ungherese di A.I. Kaciaturian, “Sonata” in tre tempi di P. Hindemith, caposaldo della letteratura arpistica scritto in prossimità della Seconda guerra mondiale, “Vårsøg” (ricerca della primavera) di H. Sommerro e, a conclusione della prima parte del recital, “Étude de concert en mi bémol mineur pour harpe” del belga Felix Godefroid, come testimonianza delle tremende vicende recentemente accadute a Bruxelles. La seconda parte del concerto dell’azzurro-vestita Pandolfo è iniziata con “Adagio amoroso” di Z. Giglič, proseguita con le virtuosistiche e ironiche “Variazioni sul tema del Carnevale di Venezia” di W. Posse e la “Fantaisie sur un thème de l'opéra Eugène Onegin” di P.I. Ciaikowski (autore che amava in modo particolare l’arpa) di E.A. Walter-Kuhne. “Sammohan – Self Hypnosis”, scritto da S. Kapoor in collaborazione con la nostra esecutrice, un brano contemporaneo di grande suggestione sonora, che allude a quella del sitar indiano e si avvale nella ritmica di suoni timpanici battuti sulla cassa di risonanza dell’arpa, ha avuto notevole riscontro nel pubblico superando una certa apprensione espressa dall’arpista riguardo alla difficoltà del pezzo, e ancora “Around the clock” di P. Chertok con riferimenti jazzistici e relative sincopi, per concludere con la nota melodia riconoscibile in “Concert fantasy on Lara’s Granada thema” di C. Salzedo. Merito ulteriore della performance della Pandolfo è stato il piglio didattico, ma colloquiale e accattivante, delle sue spiegazioni. Sicurezza data anche dall’esperienza acquisita al Trinity Laban College of Music and Dance e nella Young Musician Symphony Orchestra di Londra. Che la musica non abbia barriere di sorta e anzi sia capace di fare da trait d'union tra persone e paesi, è espressione divenuta consueta nel linguaggio comune: il recital di Laura Pandolfo ne ha rafforzato la valenza attraverso il suo percorso georafico-musicale, concluso con l’affettuoso bis “Rimembranze di Napoli” di G. Caramiello dedicato alla prof.ssa Elena Lipizer visibilmente commossa, presente in sala. Una serata ricca di note e di suggestive informazioni storico-musicali apprezzata dal pubblico.
Gianni Drascek
 
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