Nostalgia
Venerdì 3 dicembre 2021 al Teatro L. Bratuž di Gorizia, nell’ambito della 42ª Stagione Concertistica “Elena Lipizer” 2021-2022 - con il contributo del Ministero della Cultura, del Comune, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e sponsor privati - ha avuto luogo il concerto dal titolo “Nostalgia” con musiche di  W.A. Mozart, C. Debussy e brani popolari. Protagonisti del concerto il Quartetto d’Archi Nova, composto da Mojca Batič - Violino I, Ana Cotič - Violino II, Barbara Grahor Vovk – Viola, Polona Soban – Violoncello, la cui collaborazione risale agli studi all'Accademia di Musica di Lubiana, dove le musiciste si sono diplomate a pieni voti, e voce ospite il soprano Gaja Sorč. Le artiste sono tutte  detentrici di vari premi ai concorsi musicali internazionali. Nella prima parte è stato eseguito il Divertimento in Fa magg. K 138 di W.A. Mozart nei tempi Allegro/Andante/Presto. I Divertimenti, in cui si alternano movimenti di danza e passaggi virtuosistici, fanno parte dell’uso settecentesco di far musica insieme e “sono di piacevole ascolto, dalla scrittura semplice e lineare e dai giochi armonici chiari e precisi, che denotano un classicismo equilibrato e sereno” (E. Melchiorre). Tale è risultata l’esecuzione del Quartetto, in cui il dialogo delle esecutrici ha evidenziato sintonia, valenza comunicativa e tecnica. Sempre di Mozart e con l’accompagnamento del quartetto, il soprano Gaja Sorč ha fatto sfoggio di una voce estesa e limpida in “Laudate dominum”, “Alleluja” dal mottetto “Exultate, jubilate” e in seguito, passando con espressività all’opera lirica, da “Le Nozze di Figaro“ i due recitativo e aria  “Giunse alfin… Deh vieni, non tardar” e “E Susanna non vien… Dove sono i bei momenti”.  Nella seconda parte della serata l’ensemble ha eseguito l’arduo Quartetto d'archi in Sol minore op. 10 del 1893, l’unico scritto da Claude Debussy, in cui si sviluppa un solo tema nei quattro movimenti della composizione. Inconfondibile e riconoscibile l’atmosfera debussyana del brano, resa con efficacia e virtuosismo dall’Archi Nova. Particolarmente apprezzato il secondo movimento, dal carattere di lied, per i reiterati pizzicato degli archi in efficace e sincronico dialogo tra loro. Per concludere archi e soprano, ancora insieme, hanno presentato due Ljudske pesmi - canti popolari sloveni -, arrangiati dalla violista Grabor Vouk, “Moja mati kuha kafe” (Mia mamma fa il caffè) e “Ne orji  ne sejaj” (Non arare, non seminare), in cui archi e voce hanno creato una pregevole atmosfera lirica di carattere folklorico. Al numeroso pubblico il Quartetto ha dedicato infine come bis “Shine no more” del compositore inglese John Dowland (1563-1626) nella versione del Danish string quartet, in cui ha espresso nuovamente una vivace e giovanile ma rigorosa musicalità.  Gianni Drascek