Da Venezia al Sud America
Il M° Romolo Gessi, direttore dell’Orchestra da Camera del Friuli Venezia Giulia, protagonista Venerdì 26 novembre al Teatro L. Bratuž di Gorizia”, ha ricordato - a supporto del titolo “geografico” del concerto “Da Venezia al Sudamerica” – le date gli anniversari di Albinoni e Piazzolla, tra gli autori in programma, il viaggio di Magellano verso il Sudamerica nel dicembre 1519 e la prosecuzione della sua circumnavigazione del globo. Per inciso, va ricordato che avo del M° Gessi è stato l’omonimo geografo ed esploratore (1831-1881), che viaggiò in Africa nel 1875 lungo il Nilo Bianco e il lago Alberto: un viaggio hanno intrapreso anche Direttore e orchestra… ma di carattere squisitamente musicale! Nella parte iniziale “Da Venezia” sono stati eseguiti il Concerto in La magg. per archi e cembalo di A. Vivaldi, e musiche di T. Albinoni e B. Marcello, in cui è stata protagonista l’oboista Claudia Pavarin, che collabora con ensemble dediti alla prassi esecutiva di musica antica ed è primo oboe dell’Orchestra dell’Opera e Balletto di Lubiana. Suggestive, note alcune e del tutto riconoscibili, le atmosfere barocche create da orchestra e oboista, valente e pregevole esecutrice dal suono diretto e chiaro negli “Allegro”, divenuto scuro e malinconico  nei “Largo” e “Adagio” dei Concerti in Re min. e Do min. di T. Albinoni e B. Marcello. Atmosfera del tutto diversa nella seconda parte della serata “… al Sudamerica”. 
Anche qui notissimi i tango eseguiti dall’orchestra arricchita dalla sezione ritmica: per iniziare lo sfrenato “Mourao” del violinista brasiliano C. Guerra-Peixe e di seguito “Blue tango” di L. Anderson, “Por una cabeza” di C. Gardel, brano - ha ricordato Gessi - che fu inserito nel film “Profumo di donna” del 1974, tratto dal romanzo “Il buio e il miele” di G. Arpino, diretto da D. Risi con protagonista V. Gassman e nel remake “Scent of a woman” del 1992 con A. Pacino, entrambi attori nei panni di un colonnello divenuto cieco, ma intenzionato a vivere comunque pienamente la propria vita. E infine l’immancabile A. Piazzolla con “Libertango” e “Oblivion”, brano che ha visto protagonista impeccabile e sensibile il violinista Stefano Furini, primo violino di spalla del Teatro G. Verdi di Trieste. Al numeroso pubblico, che ha gradito incondizionatamente la performance nei due aspetti musicali presentati nella serata, sono stati dedicati due bis: il celebre tango “El choclo” (la pannocchia), composto nel 1903 da A. Arroyo e ancora “Libertango” di Piazzolla, brano composto e registrato per la prima volta a Milano nel 1974 e che continua a suscitare pieno consenso da parte del pubblico. A termine concerto Gessi ha voluto ringraziare i presenti e il prof. Lorenzo Qualli, che ha creduto nella realizzazione e nella bontà del progetto musicale appena concluso.

Gianni Drascek