Da Beethoven a Moszkowski il concerto di Kateryna Titova
Kateryna Titova Nell’ambito dei “Concerti della Sera” organizzati dall’Associazione Culturale “Lipizer” Onlus Venerdì 10 Marzo 2017 – ore 20.45 al Teatro “L. Bratuž” di Viale XX Settembre, Katerina Titova ha presentato un programma di “grande bellezza” e altrettanto grande impegno tecnico-interpretativo, palesando in toto i titoli musicali per affrontarlo: nata a Enakievo in Ucraina, ha iniziato a studiare pianoforte all’età di cinque anni e frequentato in seguito il Conservatorio Statale “P.I. Tchaikovsky” di Mosca; ha proseguito gli studi a Dresda alla Facoltà di pianoforte con Arcady Zenziper; ha debuttato giovanissima con il concerto n. 21 in Do magg. K 467 di W.A. Mozart. Premiata in numerosi concorsi pianistici internazionali, tra i quali il Concorso Internazionale di Pianoforte “Giuliano Pecar” di Gorizia nel 2012, dove ha ottenuto il 1° Premio, e si è esibita come solista e in formazioni cameristiche in Europa e negli Stati Uniti; ha preso parte a importanti Festival, quali il “Kissinger Sommer” di Bad Kissingen e il “Festspiele Mecklenburg-Vorpommern” di Rügen. Kateryna Titova Vigore e passione giovanili, padronanza della tecnica pianistica e afflato comunicativo, aggiunti – e non guasta, anzi – al physique du rôle hanno caratterizzato l’eccellente performance della Titova. La prima parte del concerto comprendeva due celebri sonate di L.v. Beethoven: Sonata in Mi bem. magg., op. 27 n. 1 “Quasi una fantasia” nei tempi Andante / Allegro molto e vivace / Adagio con espressione  / Allegro vivace e la Sonata in Do diesis min., op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna” nei tempi Adagio sostenuto, Allegretto, Presto agitato. In entrambe la pianista ha dimostrato notevole versatilità, soprattutto nelle parti virtuosistiche, non disgiunta da partecipazione emotiva negli Adagio. La seconda parte del concerto è stata aperta dalla Sonata n. 20 di H.J. Voříšek, morto prematuramente di tubercolosi nel 1825 a soli 34 anni. La Sonata, sua ultima incompleta composizione, “combina elementi di stile barocco, di classicismo viennese e romantici non lontani dalla musica del suo amico Schubert… è un autentico gioiello, che merita di essere ascoltato e conosciuto” (Nikolai Demidenko). Va ringraziata, dunque, la Titova per l’inclusione nel suo impegnativo programma, proseguito con la notissima Fantasia in Fa diesis min. op.28 Sonate écossaise di F. Mendelssohn e concluso dalla Sonata-Fantasia in Sol diesis min. op. 19 n. 2 di A.N. Skriabin, autore che non presenta minori difficoltà “trascendentali” rispetto ai precedenti, e che ha assicurato, paritariamente, applausi convinti e meritati alla pianista. Chicca finale il bis: del compositore e pianista polacco Moritz Moszkowski (1824-1925) Étincelles (scintille) e “sciltillante” è stata l’intera esecuzione della Titova.
Gianni Drascek